Cooprogetti Scrl
Via Montereale, 10/C
33170 Pordenone
Municipio di Monfalcone (GO)
Progetto preliminare, definitivo, esecutivo, sicurezza DLgs81/08, DDLL, misura e contabilità, dei lavori di ristrutturazione del Municipio di Monfalcone (GO). Quote: Cooprogetti 60%, Politecnica 29%, Iconia 11%

Committente:    Amministrazione Comunale di MONFALCONE (GO)
Contratto/i:    14.9.10 Disciplinare d’incarico Reg. n. 180/2010; 4.1.12 Prot. N. 0000369/P estensione d’incarico;  3.7.12 Disciplinare d’incarico Reg. N.161/2012;
Periodo esecuz.:    2010 -  Attualmente in corso con ultimazione prevista nel 2014
Cronologia e note:  CIG: 0406666764; CUP: G43C10000030006; CUP: G43C12000020006; 20.9.10 progetto preliminare e  studio di fattibilità 1^lotto; 24.9.10 Delibera G.M. n. 271 approvazione preliminare 1^lotto; 8.2.11 Prot. N. 0004008/P parere della Soprintendenza; 30.5.11 definitivo-esecutivo 1^lotto; 2.8.12 preliminare; 30.8.12 modifiche al preliminare; 10.9.12 Del. Giunta n. 64/217 approvazione preliminare; 29.10.12 e 6.11.12 definitivo; 23.11.12 integrazioni definitivo; 25.3.13 esecutivo; 4.4.13 Del. Giunta Comunale N.85 approvazione esecutivo; 12.4.13 ulteriore copia esecutivo; 20.5.13 e 25.5.13 ulteriori tavole esecutivo; 19.6.13 documentazione integrativa; 4.10.13 esecutivo in lotto 1 e lotto 2; 20.12.13 ulteriori n. 2 copie esecutivo in lotto 1 e lotto 2; prestazione con svolgimento regolare.     
Importo Opere: 4.359.000
Classi e categorie: Esecutivo generale: ¤ 4.359.000 di cui: 1’d 1.741.782 - 1’g 879.597 - 3’a 90.027 - 3’b  580.175 - 3’c 622.342 - 9’c 445.078 - Definitivo-esecutivo 1^lotto: ¤ 1.570.000 di cui 1’d  642.573 - 1’g  660.721 - 9’c  266.706;
Incaricato/i: ATI: Cooprogetti scrl (capogruppo), Politecnica sc, Iconia srl
Professionisti:    Valcovich ing.E. (Progettista coordinatore).- Bordugo ing.M. (Progettista strutture).- Casoni ing. Maurizio (Progettista e Dir.Operat. impianti).- Furlanetto ing.A. (ex) (Progettista impianti elettrici).- Toffoli p.ind.C. (ex) (Assistente a progett. impianti).- Giordani ing.M. (Assist.DL e Collab. Prog. edile).- Tonini arch.A. (Assist.DL e Collab. Prog. architettonico).- Carnier arch.P.N. (Coordinatore Sicurezza progetto).- Gaiardo ing.M. (ex) (Progettista strutture).-     
Professionisti esterni:   Cacozza arch. G. progettista architettonico; Simonini ing. S. Coord.  - Sicurezza progetto e DL; Vitaliani ing. R. supervisore DL e Prog. Strutture; Accolti geol. P.  geologia; Graziani geol. G. B. assistenza geologica; Abate ing. D. acustica;

Nella prima fase (primo incarico 2010) i lavori si riferiscono alle operazioni di consolidamento strutturale, salvaguardandone la funzionalità in relazione alle richieste dichiarate dall’Amministrazione Comunale. La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia (prot. n.11658/331 del 20.12.2010) ha già espresso parere favorevole per tale fase. Nella seconda fase (incarico 2012) il progetto viene esteso alla ristrutturazione dell’intero edificio.

Cenni storici
Il Palazzo Comunale di Monfalcone, costruito su progetto dell’arch. Parrucchetti, risale alla metà del 1800. Nel 1906 viene realizzato il loggiato sulla piazza con terrazzo al piano superiore. Dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1922, l’edificio subisce un primo ampliamento, incorporando parte della Casa Ricci. Nel 1954 l’edificio subisce un intervento che ne modifica radicalmente le caratteristiche architettoniche e lo caratterizza fino ai giorni nostri: sopraelevazione di un piano, nuova copertura piana, costruzione della torre civica nell’angolo ovest, modifica della distribuzione interna degli ambienti.

Descrizione dello stato di fatto
Planimetricamente l’edificio identifica l’isolato essendo circondato su tutti i quattro lati da strade (piazza delle Repubblica, via Sant’Ambrogio, via del Comune, piazza Unità d’Italia). Il manufatto è caratterizzato da uno stile eclettico, risultato di una serie di modifiche che si sono succedute nel tempo che ne hanno alterato, in parte, i caratteri.
Internamente l’edificio è caratterizzato dal grande cavedio centrale, corrispondente al cortile interno originario, con la scala in pietra che collega il piano terra al primo piano. In copertura il cavedio è chiuso da una struttura in acciaio e vetro realizzata negli ultimi anni. In pianta la distribuzione ai vari ambienti si sviluppa lungo un corridoio che ruota attorno al cavedio centrale.
Strutturalmente l’edificio presenta orditura portante verticale in muratura di diversa fattura ed orizzontamenti di piano a struttura lignea o, per i piani oggetto di una recente ristrutturazione, a travetti prefabbricati in cemento armato o in laterocemento.

Stato di conservazione e caratteristiche delle strutture
Il maggiore elemento di criticità dell’intero edificio è chiaramente rappresentato dal cedimento dell’ala sud-ovest posta in corrispondenza della torre. Tale porzione di struttura è interessata da un movimento rototraslazionale della torre stessa evidenziato dalla presenza di alcune fessure poste in corrispondenza delle murature frontali portanti e dalle murature di spina interne. Da un punto di vista strutturale tuttavia, il fabbricato, complessivamente, si presenta in un discreto stato di conservazione; i muri portanti non presentano particolari segni di obsolescenza, cosi come i solai esistenti. Il terreno su cui poggia l’edificio non presenta particolari caratteristiche di portanza. Si tratta infatti di terreni composti da sabbie e limi sabbiosi sino a circa 5.0 m dal piano campagna per poi divenire ghiaie sabbiose dai 5.0m ai 7.0-10.0m circa. Inferiormente a tale strato vi è poi roccia calcarea.
Sulla base delle indicazioni disponibili, per una migliore definizione degli interventi di recupero, sono state eseguite una serie di prove in sito: indagini per la determinazione delle caratteristiche di resistenza dei maschi murari (martinetti piatti), della malta componente la muratura (battute sclerometriche) e per la determinazione dello stato di conservazione delle travi lignee componenti i solai di piano (Resistograph). I risultati di tali indagini hanno evidenziato un quadro decisamente poco confortante in riferimento alle caratteristiche meccaniche della muratura; la stessa infatti presenta una bassa resistenza a compressione (tensione di esercizio 7,8 daN/cmq e rottura a 13,5 daN/cmq -  tensione di esercizio 6.7 daN/cmq e rottura a 11.9 daN/cmq) ed è stata realizzata con malte sostanzialmente inconsistenti (molto soffice – classe 0). Le travi lignee analizzate (portanti dei solai) hanno invece evidenziato un buon stato di conservazione.

Progetto (1° fase – incarico 2010)
L’intervento progettuale di recupero strutturale dell’edificio ha come obbiettivo il ripristino della funzionalità dello stesso dotandolo di un adeguato grado di sicurezza in relazione alle sollecitazioni sismiche a cui l’area è soggetta. Tale obiettivo è ottenibile normalmente con interventi molto invasivi e molto onerosi; la tipologia degli interventi necessari comporta uno “snaturamento” della concezione strutturale dell’edificio con inserimento di elementi in c.a. o acciaio. Alla luce di queste considerazioni e con la disponibilità finanziaria attuale sono comunque stati elaborati gli interventi di seguito riassunti.
Il progetto, a partire dallo studio di fattibilità, prevede di interessare i diversi sistemi strutturali componenti l’edificio. Con la demolizione delle pavimentazioni esistenti al piano terra verrà inserito il vuoto sanitario ed una platea di spessore 50cm sull’intera superficie dell’edificio. La platea sarà collegata alle murature portanti per mezzo di “innesti strutturali”. In corrispondenza dei maschi murari della torre, si prevede la realizzazione anche di un cordolo esterno collegato alla platea interna. Al di sotto della platea, si realizzerà una palificata in micropali, di profondità tale da intestarsi per almeno 1.00m nello strato di roccia sottostante. Per tutte le murature in pietra verranno eseguite iniezioni di cemento cosi da consolidare la muratura e renderla omogenea. Preliminarmente all’esecuzione dei lavori verranno effettuati delle “iniezioni prova” su porzioni di muratura per tarare al meglio la consistenza del materiale da iniettare. Accanto a tali interventi si prevede di effettuare il rinforzo delle pareti maggiormente lesionate con delle fibre di FRP (Fiber Reinforced Polymer - Poliestere Rinforzato con Fibra di Vetro) attraverso la tecnica del “bettoncino armato” su entrambe le facce del muro. L’adeguamento dei solai lignei sarà realizzato mediante getto di soletta collaborante in c.a. di 5 – 6cm armata con rete metallica Ф6 20x20 cm al di sopra del tavolato di chiusura della struttura portante in legno massiccio. La collaborazione con la struttura lignea sarà garantita dalla posa di connettori collaboranti in acciaio utilizzando l’usuale tecnologia del recupero di solai in legno. Fondamentale è il collegamento tra solaio e muratura (cordolo) che si prevede di realizzare con dei profili metallici ad “L” uniti alle travi principali con viti autofilettanti e collegati alle murature a mezzo di barre di acciaio fissate su fori predisposti in precedenza e successivamente riempiti di malta espansiva. Anche per i solai in latero cemento si procederà a realizzare (qual’ora non presente) il cordolo di collegamento - tra orizzontamento e muratura portante - con l’ausilio di profili metallici.
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